Prima di Dante, Virgilio ha già attraversato l’Inferno. E l’ha fatto da solo. Da questa premessa, nascosta fra i versi della Commedia, nasce un racconto doppio, intessuto di echi e rimandi. Il Virgilio terreno sa cosa vuol dire essere diverso. Ragazzo timido, solitario, incompreso dai compagni della scuola di retorica di Roma e attratto da forze magiche a cui non sa dare un nome, è tormentato da visioni di un fanciullo sconosciuto, che a volte pare un demone meschino, più spesso un simbolo prezioso ma sfuggente.